Biblioteca "Ettore Borghi" – ISTORECO

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Il nostro libro del venerdì #20

Oggi vi presentiamo un classico della letteratura sulla resistenza: l’unico romanzo pubblicato vivente di Beppe Fenoglio: “Primavera di bellezza”, nell’edizione Garzanti del 1959.

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Il romanzo ha come protagonista “Johnny”, omonimo del partigiano di un altro romanzo fenogliano, giovane piemontese arruolato nell’esercito come mortaista durante la seconda guerra mondiale. Gli alleati sono già sbarcati in Sicilia e Johnny e il suo reparto del corso ufficiali cercano di tenere duro in vista di una guerra apparentemente ormai agli sgoccioli. L’8 settembre 1943, il giorno dell’annuncio dell’Armistizio di Cassibile, coglie Johnny e compagni alla sprovvista, mentre sono di stanza in una Roma violata dai bombardamenti Alleati. Nel momento esatto dell’annuncio dell’Armistizio Johnny è di guardia con un plotone di soldati fuori città, lontano dagli eventi della Storia.

Il racconto del ritorno in una caserma abbandonata, spoglia e con un tappeto di divise grigio-verdi, rende bene l’idea del caos generato all’interno dei ranghi dell’esercito italiano. Nonostante la reazione di alcuni reparti fedeli al Re, Johnny decide che quella guerra ormai non gli riguarda più, o perlomeno non se fatta con le modalità classiche. La decisione del ritorno a casa dopo aver dismesso la divisa, lo obbliga a rischiare la vita tra rastrellamenti alle stazioni e le deportazioni o esecuzioni sui binari, con i ferrovieri improvvisati becchini.

Fortemente autobiografico, la scelta di diventare ribelle lo coglie a pochi chilometri da casa: potrebbe lasciar perdere tutto per riabbracciare i suoi cari, ma decide di impegnarsi nella lotta armata, mettendo a rischio la sua vita nella sua terra natale.

Lo consigliamo perché…

L’avvento dell’8 settembre 1943 come data ed episodio fondamentale per molte generazioni di italiani; il momento della scelta di vita da parte di un giovane, necessariamente portato alla ribellione: nella vicenda di Johnny, lo stesso protagonista dell’altro romanzo, Il partigiano Johnny, c’è tutta la realtà fascista in sfacelo; la sua “formazione” lo conduce non a una maturità felice ma al nulla di un mondo privo di senso. Primavera di bellezza (1959) è il terzo e ultimo libro pubblicato in vita da Beppe Fenoglio. “Il romanzo venne concepito e steso in lingua inglese. Il testo quale lo conoscono i lettori – dichiarò Fenoglio provocatoriamente – è quindi una mera traduzione”.

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I nostri libri del venerdì #7

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Nel settembre 1943, con il rovesciamento delle alleanze, i militari italiani si ritrovarono nemici degli ex alleati tedeschi. Salvo quelli che accettarono di affiancarsi ai nazisti e confluire nell’esercito della neonata repubblica di Salò, più di 600mila soldati italiani furono deportati in Germania e poterono rientrare in patria solo dopo la fine della guerra. In breve tempo si ritrovarono agli ultimi gradini di una scala definita in base a criteri politici, economici, razziali: dopo l’armistizio di Cassibile dell’8 settembre, che i tedeschi considerarono un “tradimento”, i militari italiani, chiamati sprezzantemente “Badoglios”, subirono infatti molte umilianti punizioni. “Gli internati militari in Germania 1943-1945” di Gabriele Hammermann, edito da “Il Mulino”, che vi consigliamo oggi, è uno degli studi più approfonditi sul tema.

Tra “quelli che dissero No” c’erano anche 7000 reggiani, catturati dall’ex alleato e rinchiusi nei campi di prigionia. Le loro storie saranno raccontate nella mostra “I soldati che dissero di No”, nella Sinagoga di Reggio Emilia, dal 14 al 5 febbraio.

Per info: http://www.istoreco.re.it/index.php?page=2934&lang=ITA

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Lo consigliamo perché…

Basato su una ricerca vastissima condotta in archivi italiani e tedeschi, nonch su memorie e interviste dirette ai reduci, questo volume si presenta come la pi completa e approfondita descrizione mai tentata sinora dell’esperienza degli Imi, gli internati militari italiani in Germania. Il libro ricostruisce sia l’atteggiamento tedesco verso gli Imi, in particolare le direttive per il loro sfruttamento come forza lavoro nell’industria bellica, sia le condizioni materiali di vita e di lavoro che ne segnarono la prigionia, dalla caduta di Mussolini al rientro in patria.

Per saperne di più, passa in Biblioteca!

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