Biblioteca "Ettore Borghi" – ISTORECO

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I nostri libri del martedì #9

Quello che più colpisce e rimane nel cuore di un lettore, è spesso il modo e la profondità con cui un’opera di qualsiasi tipo riesce a raccontare l’esperienza umana nella sua totalità. Questa affermazione può sembrare un’esagerazione o un’opinione personale non necessariamente condivisibile, eppure, durante la lettura di questo romanzo, è un pensiero che lentamente si fa spazio nella mente di chi legge. Si ha tra le mani un’epopea epica, un racconto storico incredibilmente accurato, un’affascinante mescolanza di riflessioni sull’identità umana e l’essenza della libertà, un romanzo che fu esso stesso protagonista di una storia travagliata. Vita e Destino è tutto questo, e lo si coglie nel susseguirsi di storie che lo compongono, tra le pagine di questo perfetto puzzle letterario dove uomini, donne, famiglie, soldati, scienziati, prigionieri sono inevitabilmente legati tra loro.

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Il romanzo è ambientato durante la battaglia di Stalingrado nel 1942, emblematico scontro della Seconda Guerra Mondiale, dove le sorti del conflitto lentamente e con grandi sofferenze iniziarono a capovolgersi, quando l’Armata Rossa riuscì a respingere l’avanzata della Wehrmacht. L’autore ambienta le diverse storie tra il fronte russo e quello tedesco, ma non solo: il romanzo si sposta anche nelle città, come Mosca e Kazan, dove racconta la vita della famiglia di Ljudmila Saposnikova e Viktor Strum, fisico a servizio delle incalzanti scienza e tecnica sovietiche; ci si sposta poi in terre più desolate, a incontrare prigionieri sovietici in campi nazisti, così come coloro mandati al confino nei gulag nelle steppe russe, o i detenuti nelle carceri della Lubjanka. Durante questa sfiancante lotta tra i due eserciti, e nel corso del gelido inverno russo, le vicende e i drammi personali di ogni personaggio sono inesorabilmente intrecciati agli svolgimenti della storia europea, permettendo al lettore di osservare come all’interno di ciò che è definito come evento storico ci siano miriadi di storie umane dalle caratteristiche più disparate – le persone sono qui i veri protagonisti della storia umana, costruita attraverso pensieri, sentimenti, sofferenze, ambizioni, azioni dei singoli individui.

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Stalingrado dopo la liberazione

In questo ventaglio di esperienze umane, Grossman inoltre inserisce la critica e la provocazione più profonda espressa in Vita e Destino. Egli vede nell’essere umano una continua aspirazione alla libertà, anche e soprattutto nei momenti più difficili, quando ci si sente minacciati dalla propria stessa specie e dove l’unica e prima preoccupazione è la sopravvivenza. L’identità dell’essere umano e la continua aspirazione alla libertà sono ciò che regimi provenienti da ideologie anche teoricamente diverse, desiderano sopprimere, eliminando diversità e pluralità. In questa osservazione, l’autore individua le somiglianze tra nazionalsocialismo e comunismo sovietico, e dando luce a questa presa di coscienza non può che esprimere anche la sua personale delusione nei confronti dello Stato sovietico, per cui Grossman stesso aveva lavorato.

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Vasilij Grossman

L’opera, ultimata nel 1960, non poté essere pubblicata, in quanto fu sequestrata e bandita dal governo russo nella sua totalità, fino agli anni Novanta. Fu parzialmente pubblicata in Europa occidentale, grazie a copie incomplete del manoscritto che arrivarono in Francia, ma la lettura del romanzo nella sua completezza divenne possibile solo negli ultimi decenni del 900.

Lo consigliamo perché…

Le storie che si mescolano in questo romanzo sono fittamente intrecciate tra loro, ma non per questo difficili da seguire. L’umanità dei personaggi è infatti un perfetto collante che permette di seguire vicende tanto diverse: le emozioni, gli errori, le paure, le aspirazioni che essi esprimono permettono di immedesimarsi profondamente in ciò che Grossman racconta, e prendere a cuore i destini di coloro che compaiono tra le pagine di questo libro. L’opera stessa e l’autore, inoltre, vissero direttamente le conseguenze e gli sviluppi della stessa storia che raccontano: Vita e Destino è quindi sia un romanzo abilmente ricercato e strutturato, che una testimonianza reale e a tratti crudamente rivelatrice, dove l’uomo e la società contemporanea sono ritratti nella loro natura contraddittoria e complessa.

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I nostri libri del martedì #8

La persecuzione nazista degli zingari

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Gli stereotipi e le prevenzioni circa gli zingari sono tutt’ora assai vive, non di meno lo erano durante l’epoca nazista nella Germania hitleriana; lo attesta il fatto che alcuni storici parlano apertamente di “Genocidio degli zingari” esattamente come avvenne per quello degli ebrei. Il saggio “La persecuzione nazista degli zingari”, di Guenter Levy, edito da Einaudi, spiega come Rom e Sinti furono sottoposti a crudeltà incredibili; tentando di ricorrere, anche per loro, ad una “soluzione finale” che ponesse termine alla loro esistenza e alla presenza sul suolo tedesco e non solo. Moltissimi di loro furono deportati nei campi di sterminio ove trovarono, dopo lunghe tribolazioni, una morte per fame, malattia e sfinimento.

Zingari razza impura, sudici, pigri, ladri, disonesti: in una parola da eliminare.

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La distorta ideologia circa la “purezza della razza” fece di loro dei capri espiatori eccezionali; più “impuro” di un nomade non si poteva essere. Tutto questo non fece che aumentare i numeri aberranti delle vittime dell’Olocausto.

Lo consigliamo perché…

Per informarsi su uno dei tanti abomini dell’epoca nazista, forse non noto al grande pubblico a differenza dello sterminio degli Ebrei.

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